Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il deputato del Pd si è schierato contro la decisione del leader del Movimento 5 Stelle, che ha deciso di non far firmare al suo partito la risoluzione contro la repressione delle proteste contro gli ayatollah

L'astensione del Movimento 5 Stelle dalla firma della mozione contro la sanguinosa repressione delle manifestazioni da parte del governo iraniano, che ha incontrato il favore di tutti gli altri partiti italiani, ha fatto storcere il naso anche agli alleati del cosiddetto "campo largo". Primo tra tutti, Piero Fassino del Partito democratico, che già si era espresso con durezza contro la propria segretaria Elly Schlein per il suo silenzio su quanto sta accadendo nelle strade della nazione persiana.

"L'astensione dei Cinque Stelle è una conferma delle loro incertezze e della timidezza di una parte dell'opposizione di fronte alla crisi iraniana", ha affermato in un'intervista al Quotidiano Nazionale. "Bisogna essere chiari su un punto: manifestare preoccupazione per eventuale intervento americano, stile Venezuela, non può giustificare in alcun modo un minore sostegno al popolo iraniano in lotta per la sua liberà". Il vicepresidente della commissione Difesa alla Camera ha anche sottolineato che un largo sostegno alla popolazione oppressa dagli ayatollah riduce i rischi che la risoluzione della crisi dipenda solo dagli Stati Uniti. "Chi non auspica interventi 'esterni', a maggior ragione, non dovrebbe avere alcuna forma di reticenza e incertezza nel sostenere in modo forte e visibile la lotta del popolo iraniano per la propria libertà", ha aggiunto.