Bologna, 15 gen. (askanews) – Dimenticate il concetto polveroso di “piatto pronto”. A Bologna, tra i padiglioni di Marca, la fiera dove la Marca del Distributore detta le regole del gioco, sta andando in scena una piccola rivoluzione gastronomica. Al centro del ring c’è il Gruppo Serenissima Ristorazione che con il brand Imperiali Chef punta dritto alla grande distribuzione, trasformando l’innovazione industriale in un atto di fedeltà alla tradizione italiana.

“Il nostro gruppo – spiega Tommaso Putin, vicepresidente Gruppo Serenissima Ristorazione – ha un fatturato di oltre 700 milioni di euro e conta più di 12.000 collaboratori. Noi spaziamo dalla ristorazione ospedaliera a quella scolastica, aziendale e commerciale. Abbiamo realizzato oltre vent’anni fa a Boara Pisani uno dei più grandi stabilimenti in Europa per la produzione di pasti in legame refrigerato ‘cook & chill’. Sulla base di questa nostra esperienza ci stiamo sviluppando in tutto l’ambito che riguarda la produzione di piatti pronti semilavorati per l’horeca, per la gdo, per le compagnie aeree, per le compagnie crocieristiche”.

Come si concilia la produzione su larga scala con la genuinità del piatto fatto in casa? Il segreto è una tecnologia che, paradossalmente, serve a togliere invece che ad aggiungere. Come dice Alessandro Febo, responsabile sviluppo commerciale Imperiali Chef: “Il nostro slogan è innovazione della tradizione perché l’idea è quella di avere un ritorno alla tradizione culinaria italiana e senza l’utilizzo di additivi, conservanti ed aromi. Utilizziamo importanti investimenti fatti nel mondo della tecnologia per avere un risultato che sia quanto più vicino ai prodotti che facevano le nostre nonne”.