SPINEA - Il quartiere Villaggio dei Fiori, ieri pomeriggio, sembrava lo stesso di sempre, come se alle prime luci dell'alba i carabinieri non fossero arrivati a destabilizzarne la quiete. Le palazzine altissime, strette una accanto all'altra come alveari; i parcheggi ordinati, tutti semivuoti; qualche finestra aperta nonostante l'inverno, il via vai lento di chi porta a passeggio il cane nel vicino parco di via Baseggio. Eppure, nell'aria, si respirava un silenzio più pesante del solito, rotto a tratti dal rumore delle auto che passano e dalle voci smorzate dei residenti che si fermano a parlare a bassa voce. «È qui che vivono i Vescovo afferma un'anziana di fronte ad uno degli immensi condomini di via De Filippo . Ma quello che arrestato (Andrea ndr), secondo me non abitava nemmeno più qui. Io non l'ho più visto».

La casa di Vescovo è a poche decine di metri dalla caserma dei carabinieri. Una vicinanza che pesa come un macigno simbolico. «Abitiamo qui da anni racconta una coppia di donne a passeggio al parco non posso dire che sia proprio una zona tranquilla, ma neanche in cui le persone ne uccidono altre. Sapere che una cosa del genere è partita da una casa così vicina alla nostra ci fa impressione». Nessun nastro segnala la porta di casa di Vescovo, nessun segno evidente. Eppure tutti sanno quello che è successo poche ore prima; tutti sanno dove.