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Conte si sfoga e spiega il non voto: "Ci siamo smarcati. In piazza ma condanneremo un intervento americano"

Giuseppe Conte, che è persona squisita, al telefono si scusa per non aver avvertito il giorno prima che i grillini si sarebbero astenuti al Senato in Commissione sul documento bipartisan di solidarietà ai manifestanti di Teheran. L'ex premier ha voglia di parlare. Sa bene che quel gesto potrebbe essere interpretato come una sorta di benevolenza nei confronti del regime degli Ayatollah. Insomma, è l'ennesimo esempio di intransigenza ideologica - in questo caso per non apparire complice di Trump - ha causato tanti «testa coda» a sinistra. Per cui in questo colloquio con Il Giornale Conte mette subito le mani avanti: «Guardi noi avevamo solo chiesto di inserire nel testo il concetto che non dovevano esserci e comunque si condannavano possibili soluzioni militari unilaterali. Tipo quelle che Trump ha messo in atto in Venezuela. Ci hanno risposto di no e per questo ci siamo astenuti. Volevamo qualcosa di più non di meno. Ecco perché saremo in piazza per solidarizzare con l'opposizione iraniana contro il regime degli Ayatollah. Non scherziamo, ci mancherebbe che non andassimo! In ogni caso, se dovesse esserci un intervento americano nel frattempo, noi lo condanneremmo».