La ricerca biologica e farmaceutica va in orbita. La società Space Factory, che ha sede a Napoli, ha sottoscritto un contratto con l’Austrian Drug Screening Institute (Adsi), per la sperimentazione biopharma in orbita utilizzando il minilaboratorio automatizzato di Space Factory, il MiniLab 1.0.

Adsi è ente di ricerca impegnato nello sviluppo e nello screening di nuove molecole bioattive, ed è realizzato in collaborazione con la start up biotech italiana LifeTAIme Srl, che contribuisce con competenze avanzate in biologia degli organoidi e intelligenza artificiale applicata alla fito-ingegneria. Grazie all’integrazione di ricerca spaziale, modelli biologici innovativi e approcci computazionali, l’esperimento “Diana” mira a sviluppare nuovi composti naturali per la prevenzione e il trattamento di disturbi legati allo stress cellulare e riproduttivo.

«In orbita i processi cellulari sono accelerati e consentono di ottenere risultati in tempi relativamente stretti - sottolinea Geppino Falco, ordinario di biologia applicata alla Federico II di Napoli -. Studieremo nell’ambito della fitomedicina modelli cellulari tridimensionali per individuare trattamenti per l’endometriosi. Ciò è importante per la tutela della salute degli astronauti che svolgeranno missioni di lunga durata, sia per una ricaduta sulla terra».