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L’11 febbraio del 2015 un oggetto cuneiforme, lungo cinque metri e pesante due tonnellate, è entrato nell'atmosfera terrestre a 27mila chilometri orari (avete letto bene). Sopravvissuto alla coltre di plasma ionizzato prodotta dall’attrito, ha aperto il suo paracadute e si è tuffato dolcemente nell'oceano Pacifico, atteso da una nave da recupero. Era l’Intermediate eXperimental Vehicle, o Ixv, un veicolo capace di dimostrare tecnologie cruciali per il rientro atmosferico dopo un volo suborbitale di 100 minuti a una velocità di 8 chilometri al secondo. A oggi, è il mezzo da rientro più sofisticato mai costruito in Europa. Il suo prime contractor era l’italiana Thales Alenia Space; il program manager Roberto Angelini.






