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L'influencer è stata prosciolta nel processo legato al Pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua, ma la giornalista Selvaggia Lucarelli critica l’esito, sottolineando che il proscioglimento è avvenuto "solo perché le querele erano state ritirate"
Chiara Ferragni è stata prosciolta nel processo relativo al caso Pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua Dolci Preziosi, ma a commentare la sentenza è stata subito Selvaggia Lucarelli, che sui social ha puntualizzato la distinzione tecnica tra proscioglimento e assoluzione. La giornalista del Fatto Quotidiano, autrice del libro Il vaso di Pandoro, ha seguito da vicino il caso e ha affidato le sue riflessioni a Instagram, sollevando dubbi sull’esito del procedimento.
"Questione Ferragni spiegata in breve: per procedere per il reato di truffa servivano le querele, che inizialmente c’erano", scrive Lucarelli nelle sue storie. Secondo la giornalista, il Codacons aveva ritirato le querele grazie a un accordo di risarcimento, rendendo così impossibile procedere per truffa semplice. Quanto alla truffa aggravata, prosegue Lucarelli, "non ha retto perché mancavano le aggravanti". La giornalista sottolinea inoltre che Ferragni "resta colpevole di pubblicità ingannevole" e ha estinto il debito amministrativo pagando circa 3 milioni di euro tra multe e donazioni.













