Roma, 14 gen. (askanews) – Una riduzione limitata e realistica delle barriere commerciali che permangono tra i Paesi della Unione europea, a dispetto del “mercato unico”, permetterebbe nel corso del tempo di controbilanciare gli effetti negativi dovuti ai dazi approntati dagli Stati Uniti: è la stima di uno studio pubblicato dalla Banca centrale europea, anticipato oggi rispetto al Bollettino economico che verrà integralmente diffuso domani.

“Le previsioni dei tecnici della Bce calcolano che il rialzo dei dazi e l’incertezza peserà cumulativamente sul Pil per 0,7 punti percentuali sul periodo tra il 2025 e il 2027. Le nostre simulazioni – sostengono gli autori dello studio – mostrano che ottenere una riduzione di solo il 2% delle barriere su beni e servizi all’interno del mercato unico potrebbe, sul lungo termine, compensare pienamente l’impatto previsto sul Pil dei maggiori dazi Usa. Questo porterebbe a un aumento del commercio intra Unione europea di circa il 3%”.

Questa strada non garantirebbe un impatto immediato per sostituire la perdita di commercio con gli Stati Uniti: ogni aggiustamento strutturale nell’ambito del mercato unico richiederebbe un certo periodo per materializzarsi, precisano gli autori.