Nel dubbio, in favore della vita. È la lezione che si deve trarre dall’ultima sentenza della Corte d’Appello di Trieste sul suicidio assistito. La quale, ribaltando il verdetto di primo grado, ha condannato i figli di un ottantaquattrenne a restituire il risarcimento che avevano ottenuto dall’azienda sanitaria, per il suo rifiuto di staccare i tubicini dell’alimentazione artificiale all’uomo.

Donald Trump ha scelto la linea dura con il governo di Teheran. Ieri, rivolgendosi direttamente ai manifestanti iraniani che stanno protestando contro il regime khomeinista, ha dichiarato: «Patrioti iraniani, continuate a protestare: prendete il controllo delle vostre istituzioni! Ricordate i nomi degli assassini e degli abusatori. Pagheranno un prezzo altissimo». «Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani finché l’insensata uccisione dei manifestanti non cesserà. L’aiuto sta arrivando! Miga!», ha proseguito, riferendosi allo slogan «Make Iran Great Again»: un acronimo che il diretto interessato aveva già usato in un suo post di fine giugno, in cui aveva esplicitamente aperto all’eventualità di un regime change a Teheran. Quando, più tardi, un reporter gli ha chiesto a che tipo di aiuto si riferisse, il presidente ha risposto sibillino: «Dovrete capirlo da soli, mi dispiace».