Occorre mettere in campo "una maggiore incisività nel contrasto all'esercizio abusivo della professione: oggi ci sono numerosi influencer che si spacciano per giornalisti, creando confusione.

Stesso discorso anche per le incompatibilità che, al momento, non sono previste nel nostro ordinamento".

A dirlo il presidente del Consiglio nazionale dei giornalisti Carlo Bartoli, ascoltato questa mattina in commissione Giustizia al Senato nell'ambito dei lavori sulla riforma delle professioni, che stabilisce il riordino delle regole di 15 categorie, e che è stata approvata sotto forma di disegno di legge delega a Palazzo Chigi nel settembre dello scorso anno e, poi, trasmessa a Palazzo Madama.

Fra i temi toccati dinanzi ai parlamentari l'esigenza di "avviare per tutti gli Ordini professionali un processo di delegificazione che ci consenta di intervenire per adeguare i nostri regolamenti, rispetto alla realtà di oggi", ha sostenuto, facendo "un esempio: le norme sull'esame di Stato prevedono che si svolga con i cd-rom, che ormai non esistono più", ha chiuso Bartoli.