Sono otto le misure cautelari seguite questa mattina dalla polizia di Torino nell'ambito dell'operazione Riot nei confronti di giovani ritenuti coinvolti nei disordini avvenuti il 3 ottobre durante la manifestazione promossa in solidarietà con la Palestina.

Le misure disposte riguardano l'arresto di cinque minorenni - due in carcere e tre in comunità - e misure cautelari nei confronti di tre maggiorenni, due agli arresti domiciliari e uno con divieto di dimora a Torino.

L'operazione è stata condotta dalla Digos del capoluogo piemontese, guidata dalla dirigente Rita Fabretti, con il supporto della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, sotto il coordinamento della Procura ordinaria e della Procura per i minorenni di Torino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo lo sciopero generale indetto da Usb e Cgil, a cui avevano partecipato oltre ventimila persone, in serata un gruppo ristretto avrebbe attaccato le forze dell'ordine. Gli scontri erano iniziati alla stazione ferroviaria di Porta Susa, con lanci di pietre e bottiglie di vetro e il danneggiamento di veicoli delle forze dell'ordine e di auto private.

Le violenze sono poi proseguite per oltre due ore in piazza Castello, davanti alla Prefettura, con il lancio di oggetti, la costruzione di barricate, l'accensione di fuochi e continui assalti ai reparti schierati, respinti con l'uso di lacrimogeni, del mezzo idrante e cariche di alleggerimento. Il bilancio dei disordini era stato di dodici agenti feriti, numerosi mezzi danneggiati e danni anche alle strutture allestite per la manifestazione Portici di Carta.