Non ci saranno divieti. Ma misure per proteggere le aree sottoposte a particolare stress abitativo, come i centri storici delle città più turistiche. Introducendo la possibilità di limitare le locazioni, con un tetto massimo annuale di notti vendibili o con l’obbligo di combinare questa modalità di affitto con altri canali, considerati più meritevoli di tutela, come quello agli studenti.
Quello appena iniziato sarà l’anno della proposta di regolamentazione della Commissione europea sugli affitti brevi: lo prevede il Piano casa di Bruxelles, che ha messo in calendario la presentazione formale di questo atto entro la fine del 2026. Ma Dan Jørgensen, commissario europeo con delega all’Energia e alla Casa, ha dato in audizione al Parlamento Ue, presso la commissione Hous presieduta dall’italiana Irene Tinagli, i primi dettagli sulle novità in arrivo.
L’obiettivo della normativa sarà limitare gli impatti negativi degli affitti brevi. «Non possiamo stare fermi mentre i residenti vengono espulsi dal mercato della casa nei luoghi dove sono nati o dove vorrebbero vivere», ha detto Jørgensen. Per questo motivo arriverà quest’anno una proposta di legge che - sottolineano dall’esecutivo comunitario - non avrà lo scopo di imporre divieti o di bandire le locazioni di durata inferiore ai 30 giorni. Di certo, però, ci saranno delle limitazioni, anche molto pesanti.






