Un caveau naturale scavato nel cuore del luogo più inospitale della Terra, l’Antartide, diventa un archivio scientifico di inestimabile valore da lasciare alle generazioni future per capire chi siamo e chi siamo stati, grazie a campioni estratti dai ghiacciai che racchiudono l’atmosfera di un passato che risale fino a diecimila anni fa. «Capsule del tempo» le definiscono i ricercatori.

Con un taglio del nastro trasmesso via satellite e reso un po’ goffo dai 32 gradi sotto lo zero, è stato inaugurato alla base italo-francese Concordia il «santuario» del progetto Ice Memory lanciato nel 2015 dal Cnr e dall’università Ca’ Foscari con team francesi e svizzeri. Lo scopo è raccogliere campioni da 20 ghiacciai sparsi per il pianeta e custodirli per i secoli a venire: nel caso dovessero scomparire del tutto le grandi superfici di ghiaccio, le prossime generazioni avrebbero a disposizione informazioni cruciali sull’umanità grazie a questo caveau lungo 35 metri e largo 5 scavato ai 3.233 metri di quota della Concordia. In questa grotta c’è una temperatura costante di 52 gradi sotto lo zero e nessuna contaminazione esterna. Stamattina i ricercatori hanno depositato i primi carotaggi eseguiti nel 2016 sul Col du Dôme del Monte Bianco e nel 2025 sul Grand Combin svizzero.