Terremoti ed eruzioni vulcaniche raccontati nel corso dei secoli da scrittori, poeti, letterati. Un percorso inedito mappato dal primo atlante digitale letterario al mondo, sviluppato dal progetto “LAVA” (“Literary Atlas of Volcanic and seismic Activities”). Mappe interattive e tematiche del Pianeta, ricostruite grazie all’interconnessione di studi geologici e ricerca umanistica, con l’obiettivo di rendere il progetto accessibile anche al grande pubblico e non solo agli studiosi di questi fenomeni.
Come? Attraverso un’esperienza immersiva, in cui il lettore può consultare con un click, i grandi disastri naturali raccontati in epoche diverse, da culture lontane. Ad esempio, cliccando sull’Italia, esce il nome di Robert Harris che ha raccontato Pompei. O di Wolfgang Goethe, che scrive di un’eruzione durante il Grand Tour in Italia. E c’è persino Giacomo Leopardi con “La ginestra, o fiore del deserto”, scritta nel 1836 alle pendici del Vesuvio, in cui ci consegna il suo testamento spirituale. Tre esempi di momenti diversi, da penne e sensibilità differenti.
Abbiamo parlato di "LAVA” con Biancamaria Rizzardi dell’Università di Pisa che ha coordinato il progetto.
Professoressa, come nasce questo progetto e con quali finalità?






