Aggredito alle spalle e picchiato dal badante al secondo giorno di lavoro, che poi lo aveva lasciato a letto sofferente. Dopo due mesi di ricoveri tra ospedali e cliniche Nicolò Caronia, ex poliziotto 94enne, era morto nell'agosto del 2024. Ieri i giudici della corte d'Assise di piazzale Clodio hanno condannato Nawela Kevinda, un 31enne originario dello Sri Lanka, a 21 anni di reclusione per omicidio volontario. Da pochi anni in Italia, Kevinda aveva ottenuto un permesso di soggiorno dopo aver chiesto la protezione internazionale.
Aveva appena cominciato a lavorare in casa dell'anziano quando lo ha aggredito. Il 2 giugno di due anni fa come ricostruito dagli inquirenti Caronia aveva chiesto un caffè al suo badante, ma quest'ultimo che era visibilmente ubriaco si era rifiutato di farlo. Così il 94enne si era messo in moto verso la cucina per prepararselo da solo. Proprio in quegli istanti è partita la violenza.
Colpi «ripetuti e violenti» con «calci, pugni e gomitate sulla testa, sul viso, sul busto e sugli arti superiori e inferiori» come si legge sul capo d'imputazione. Nell'ira comincia anche a insultarlo e a sputare sugli attestati della polizia che aveva nel corridoio dell'abitazione. Poi mette l'anziano inerme e dolorante a letto.






