L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha inviato una lettera al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres in cui accusa Stati Uniti e Israele di avere una “responsabilità legale diretta e innegabile” per la morte di civili innocenti, in particolare giovani.
Nella missiva, Iravani sostiene che la politica statunitense nei confronti dell’Iran sarebbe orientata a un cambio di regime attraverso sanzioni, minacce e disordini orchestrati, utilizzati come pretesto per un possibile intervento militare. Il contenuto della lettera è stato rilanciato dalla missione iraniana presso le Nazioni Unite sul social X.
L’organizzazione per i diritti umani Hrana, con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato di aver verificato la morte di 2.571 persone dall’inizio delle proteste in Iran. Secondo quanto riportato da Reuters, tra le vittime ci sarebbero 2.403 manifestanti, 147 persone affiliate al governo, 12 minori di 18 anni e nove civili non coinvolti nelle manifestazioni.
Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha promesso processi rapidi per le persone arrestate durante le proteste. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana, citata dai media internazionali. Durante una visita a un carcere che ospita manifestanti detenuti, Ejei ha affermato che in presenza di reati gravi occorre agire rapidamente, aggiungendo che i processi dovrebbero svolgersi in pubblico. Le sue dichiarazioni sono state riportate anche dalle agenzie di stampa iraniane.












