Un vero luogo "segreto", un "gioiello" del Parco archeologico del Colosseo, un tesoro nascosto alla fine di una ripida scala che scende di 5 metri sotto il livello del terreno e conduce in una delle domus repubblicane più antiche del Palatino, seppellita dalla costruzione del palazzo di Domiziano.
Grazie ad un sistema di visione in "real time" apre al pubblico la Casa dei Grifi, quel che resta della dimora su cui furono poggiate le fondamenta della reggia imperiale ma che era decorata da uno stupefacente ciclo pittorico e musivo conservato e restaurato perfettamente.
Rinvenuta da Giacomo Boni agli inizi del XX secolo, la Casa dei Grifi è stata restaurata ma è difficilmente accessibile: gli ambienti angusti, il valore e la delicatezza delle decorazioni murarie e dei mosaici dei pavimenti, la scala molto ripida che scende sotto l'ala settentrionale della Domus Flavia, non consentono infatti una fruizione per tutti. Ora, invece, grazie al secondo dei dieci progetti previsti nel Pnrr Caput Mundi, il sito è stato restaurato e consolidato con un intervento integrato comprensivo di rilievi fotogrammetrici 3D e restauri delle superfici pittoriche. Il recupero conservativo del monumento, sia dal punto di vista delle superfici pittoriche, sia da quello strutturale è stato ultimato così come i lavori di valorizzazione illuminotecnica e dell'impianto audio video che consentono l'apertura definitiva del sito e questa visita in diretta real time. In sostanza accade che una guida indossa la strumentazione audio e video e scende nella domus condividendo in tempo reale con i visitatori che sono rimasti al livello superiore del sito archeologico le cose che vede e che descrive. Il pubblico resta in contatto con la guida attraverso uno schermo posto all'ingresso della dimora.






