Il mazzo di fiori, che ricorda la tragedia di un anno e mezzo fa, è a un metro da terra. È legato al palo di un semaforo in via Sacchi, dove a maggio del 2024 perse la vita Valentino Ganz, imprenditore di 69 anni, travolto e ucciso da un autobus in corsa mentre attraversava la strada. In quel punto, di fronte alla stazione di Porta Nuova, la zebratura sull’asfalto è appena visibile. Le strisce si distinguono lungo la mezzeria, ma sbiadiscono nelle tre corsie, dove ogni giorno passano centinaia di automobili e mezzi pubblici.
Strisce pedonali sbiadite
Non è un caso isolato. Benché di fronte al principale scalo ferroviario torinese, le strisce pedonali sono semisbiadite lungo tutto l’asse di via Sacchi. Sono visibili alle due estremità, agli angoli con corso Sommeiller e corso Vittorio Emanuele II, salvo sparire o quasi agli altri otto incroci. Non fanno eccezione gli attraversamenti verso le banchine dei mezzi pubblici, che sono tre nel cuore dell’asfalto lungo quel chilometro di strada.
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