Alle 16:37 nel centro di Milano è sceso il silenzio per ricordare, come ogni anno, le 17 vittime della strage di piazza Fontana, la madre di tutte le stragi, di matrice neofascista, che ha inaugurato il periodo conosciuto come strategia della tensione.
Nel giorno del 56/o anniversario il sindaco di Milano Giuseppe Sala avverte dal palco della commemorazione che "le nostre strade sono ancora piene di fascismo" e per questo ha ancora più senso essere in piazza a ricordare una strage per cui "ancora oggi continuiamo a chiedere verità e giustizia".
L'attenzione di Milano, città medaglia d'oro della Resistenza, non si abbassa anche dopo molti anni "e noi siamo qui - rimarca il sindaco - a impedire a chi oggi ci sta provando" a riportare il Paese a quel "passato che la storia ha sconfitto in modo definitivo". Dalla piazza arriva anche un messaggio in sostegno del popolo palestinese, con uno striscione che chiede al Comune di Milano, affisso proprio durante la commemorazione, di interrompere il gemellaggio con la città israeliana di Tel Aviv. Un messaggio, quello in difesa della Palestina e "contro il genocidio" rimarcato anche nella seconda manifestazione promossa dalle sigle antifasciste, dagli studenti e dai centri sociali, per ricordare "la strage fascista e di Stato, l'assassinio di Giuseppe Pinelli e l'innocenza di Valpreda".









