Lo scorso 4 gennaio si era esibito su X persino il solito Paolo Berizzi di Repubblica, il ricercatore di pepite e trame nere, contro la premier: «Sono certo che tra una lisciata di pelo a Trump e un giro in macchina a Madrid con l’amico fascista Abascal, Giorgia Meloni abbia trovato il tempo per chiamare il presidente Usa e pregarlo di far liberare Alberto Trentini rinchiuso da innocente in carcere a Caracas da novembre 2024». Fatto! Potremmo dire ora al cronista, che adesso dovrebbe semplicemente ammettere che Trentinie chissà perché si era scordato di Burlò-è libero proprio grazie all'operazione di Trump in Venezuela che lui e un bel po’ di compari Pd e dei 5 Stelle hanno definito illegale.