Da ieri, 12 gennaio, l’impegno di milioni di italiani che ogni giorno accudiscono i propri cari ha finalmente anche un riconoscimento giuridico: il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sul caregiver familiare, voluto e promosso dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, già annunciato dalla Premier Giorgia Meloni a inizio anno.
Il disegno di legge di bilancio 2026-2028 prevede uno stanziamento di 257 milioni di euro annui dal 2027, destinati a sostenere economicamente gli aventi diritto. Per quest'anno sono invece previsti 1,15 milioni di euro per la costruzione della piattaforma INPS, dalla quale partiranno poi i contributi.
Per Maria Cristina Falaschi, presidente di REICO – Associazione professionale di Counseling, il riconoscimento normativo rappresenta un primo tassello, fondamentale ma non sufficiente: «Nel 2026 non basta inquadrare giuridicamente il caregiver. È una persona che, oltre ad affrontare il ginepraio burocratico che riguarda la vita del paziente, sta a contatto con la sua fragilità quotidianamente e proprio per questo, a sua volta, ha bisogno di essere sostenuta umanamente. Serve un supporto emotivo, uno spazio dove poter elaborare una scelta, spesso obbligata, che li vede sacrificarsi per il bene di qualcun altro. E nella maggior parte dei casi, si tratta di donne che rinunciando alla realizzazione del sé professionale, si trovano a indebolire la loro posizione sociale e quella economica, che per il Paese si traduce in una perdita in termini di occupazione ed empowerment femminile».










