Ciò che noi umani sappiamo sulla natura cambia velocemente: ogni anno centinaia di specie animali si estinguono, molte delle quali non sono mai state catalogate né studiate. Nel frattempo moltissime altre specie vengono scoperte: secondo diversi studi le specie viventi sarebbero circa 8 milioni, e di queste noi ne abbiamo catalogate solo due milioni. Un quarto. Molto meno di quanto molti di noi scommetterebbero, considerato l’avanzamento dei nostri strumenti tecnologici e i secoli di studi che proseguono in centinaia di istituti e università di tutto il mondo. Eppure è così: la maggior parte dei viventi della Terra ancora non li conosciamo.Centinaia scoperte solo nel 2025Durante il 2025 le nuove specie catalogate sono state diverse centinaia. Solo quelle inserite nelle liste del Museo di Storia naturale di Londra durante l’anno appena trascorso sono ben 262. Di queste una gran parte, 81, sono falene e farfalle. Non si tratta solo di avvistare e confermare che una specie esiste, ma di studiarla, darle un nome (una di queste farfalle ha preso il nome dell’attivista per il clima Greta Thunberg, diventando Topiris thunbergella) e catalogarla aggiungendo tutte le informazioni disponibili.Cosa vuol dire scoprire una nuova specieNon è un lavoro da poco, a volte una nuova specie la si scopre nelle profondità marine o nelle foreste tropicali meno battute, dove abbondano migliaia di specie iperdiversificate di anfibi, insetti e uccelli. Altre volte invece una nuova specie arriva da analisi genetiche approfondite su specie esistenti. Un tempo, per esempio, si pensava esistesse una sola specie di orango. Alla fine degli anni Novanta poi si capì che le specie erano almeno due: l’orango del Borneo e quello di Sumatra. Nel 2017 poi è arrivata una nuova scoperta: l’orango di Tapanuli, rarissimo e a rischio estinzione, non fa parte delle due specie precedenti ma è una specie a sé. La terza.Ci sono due dettagli importanti da conoscere quando si parla di nuove specie scoperte. Il primo è che anche se una specie non è mai stata catalogata non è detto non sia mai stata avvistata, anzi spesso le squadre di ricerca incaricate di trovare una determinata specie si affidano a guide, nativi e persone che conoscono bene quell’ambiente. Il secondo dettaglio da conoscere è che possono volerci anni a determinare con certezza l’unicità della specie oggetto di studio, e naturalmente quella specie verrà inserita nei cataloghi solo nell’anno in cui i risultati vengono pubblicati.Le scoperte più rilevanti sulla terraTra le specie più interessanti scoperte nel 2025 c’è sicuramente il Marmosa chachapoya: un opossum piccolissimo (lungo appena 10 centimetri) che vive sulle Ande peruviane osservato per la prima volta nel Parco nazionale del Río Abiseo. Gli scienziati che lo hanno avvistato per la prima volta non lo cercavano affatto, è stato un caso. La squadra guidata da la biologa brasiliana Silvia Pavan cercava semmai dei rari scoiattoli che vivono in quella parte andina.Invece sui monti Udzungwa, in Tanzania, gli scienziati hanno trovato un centinaio di esemplari millenari di un nuovo albero imponente e antichissimo. Il nome scientifico che è stato scelto è Tessmannia princeps: secondo i primi rilevamenti questi imponenti alberi, che raggiungono altezze fino a 40 metri, potrebbero avere addirittura duemila anni. Sono pochissimi appunto e tutti concentrati in un pezzetto di foresta a ridosso di alcuni campi coltivati. Mai nessuno, finora, si era accorto che quella era una specie unica e mai catalogata.Nel Cerrado brasiliano (cioè la savana tropicale con più biodiversità al mondo) si è scoperto un nuovo serpente che, secondo i ricercatori, vivrebbe solo ed esclusivamente in questa ecoregione del Brasile. Si chiama Leptophis mystacinus e si distingue per una linea nera che separa il dorso verde dal giallo e il bianco. Sembrano dei baffi, per questo si è scelto il nome “mystacinus”, cioè la parola che viene dal greco antico “mystax”, baffi.E negli abissi mariniLe profondità dei mari sono tra gli ambienti meno esplorati finora dall'uomo, e quindi anche tra quelli da cui arrivano una buona percentuale di nuove specie. Quest’anno alla lista degli animali che conosciamo si è aggiunta una nuova specie di manta, la Mobula yarae. Vive solo nell’Atlantico Occidentale, o così pare, e questa sua rarità significa tra le altre cose che è una specie a rischio. Come molte di quelle che vengono scoperte di recente.Scoprire nuove specie viventi è un lavoro che va insieme allo studio di quelle già catalogate. Sono due cose che si tengono a vicenda. Come ha detto Boris Worm, biologo della conservazione marina e coautore di uno studio celebre e molto citato che quantifica il numero di specie ancora non descritte: “stiamo comprendendo sempre di più che ogni specie sul pianeta ha un ruolo e, in un modo o nell'altro, è legata al nostro benessere attraverso il ruolo che svolge negli ecosistemi”. In altre parole catalogare e studiare le specie viventi serve a proteggerle, ma non possiamo proteggerle se non le conosciamo.