Edward O. Wilson, fondatore della sociobiologia, stimava che a causa dell’azione umana si estinguesse una specie animale ogni venti minuti. Ammettiamo pure che sia una valutazione per eccesso e atteniamoci a numeri sicuri. Negli ultimi 10 anni, il WWF ha documentato la scomparsa di 160 specie e, dal 1500 ad oggi, solo tra i vertebrati, se ne sono estinte 322. Certo non sono in estinzione, purtroppo, le zanzare, nonostante potenti insetticidi e tentativi di lotta biologica.
Altro che gli squali!
L’avverbio purtroppo, diranno i biologi, è politicamente scorretto, e hanno ragione. Bisogna tuttavia ricordare che la zanzara è di gran lunga l’animale più pericoloso per l’uomo. Nel 2022 ha ucciso 700 mila persone, mentre le vittime degli squali sono state nove: la cattiva fama dello squalo è dovuta al cinema, non all’effettiva pericolosità. Si noti che lo squalo bianco pesa tre tonnellate mentre il peso delle zanzare varia da 2 milligrammi per la Culex pipiens (la specie più comune) e 10 milligrammi per la Aedes albopictus, volgarmente zanzara tigre. Il guaio è che le zanzare ospitano microrganismi portatori di malattie letali: malaria, dengue, febbre gialla, e il virus Zika. Solo di dengue nel 2023, tra Asia e Americhe, sono stati segnalati 13 milioni di casi.








