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Nel libro, 26 interventi dell'economista che ha guidato a lungo la Banca d'Italia
Rileggere oggi Guido Carli (1914-93) significa fare i conti con un pensiero che non chiede indulgenza e non offre alibi. In un tempo dominato dall'illusione che ogni squilibrio possa essere corretto con un tweet, un dazio o una manovra d'emergenza, il volume Per la stabilità monetaria e il mercato (Laterza, pagg. 416, euro 26) suona come una lezione severa: la stabilità non è uno slogan e il mercato non è un animale docile. Promosso dall'Associazione bancaria italiana, il libro raccoglie 26 interventi pronunciati da Carli negli anni in cui guidò la Banca d'Italia (1960-1975), successivamente pubblicati sulla rivista Bancaria. Testi pensati per un pubblico tecnico, ma oggi sorprendentemente leggibili come chiavi interpretative del presente. Non per la loro attualità letterale, bensì per la capacità di intercettare nodi strutturali che continuano a riproporsi sotto forme diverse.






