Un passo indietro dalla guida di Ubs. È quel che sta valutando l’amministratore delegato dell’istituto svizzero, Sergio Ermotti. Dimissioni che starebbe progettando di rassegnare tra circa un anno, ovvero a quattro anni dal ritorno per condurre il salvataggio del Credit Suisse dal fallimento. E che darebbe il via a una corsa per la successione.

A svelarlo è il Financial Times, citando fonti informate. Dopo il rientro al timone di Ubs nel 2023 – di cui era già stato ceo per nove anni, fino al 2020 -, il manager di banca più pagato d’Europa nel 2024 (14,9 milioni di franchi svizzeri percepiti in un anno, pari a 16 milioni di euro) si è impegnato a supervisionare l’integrazione con Credit Suisse, allo sviluppo di una strategia di crescita per la nuova entità combinata e a formare un pool di successori.

L’idea di Ermotti, sostiene il quotidiano, è di lasciare l’istituto in primavera del 2027, per quanto non ci sarebbe ancora una tempistica definitiva. Un’uscita di scena, prevista all’incirca durante la prossima assemblea annuale degli azionisti a seguito di un impegno di restare in sella per tre o cinque anni dal suo ritorno, che arriverebbe in un momento dove Ubs deve affrontare nuove pressioni del governo svizzero per alzare i requisiti patrimoniali.