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L’atleta di Teheran Samaneh Beyrami: "Vorrei essere esempio di libertà"

La testa corre verso l'Olimpiade. Il cuore, invece, resta inchiodato al suo Iran che brucia. Samaneh Beyrami Baher continua a sciare ignorando la fatica, combattuta tra il rappresentare il proprio Paese e il desiderio di libertà e diritti per la sua gente. Perché c'è un'Olimpiade da onorare, è stata portabandiera dell'Iran a PyeongChang 2018 ed è in predicato di esserlo anche a Milano Cortina, ma proprio quelle istituzioni che ha rappresentato al massimo livello sportivo stanno uccidendo la sua gente. Sui social Samaneh racconta tutto, giorno dopo giorno. Rilancia immagini, appelli, frammenti di verità che sfuggono alla censura. «Dall'8 gennaio quasi 90 milioni di iraniani sono stati costretti al blackout digitale. Niente internet. Niente telefonate. Questo è il modello del regime islamico prima di un massacro» riposta parole facendole proprie, cercando così di tutelarsi dall'ira della sua federazione ed eventuali ritorsioni. Alla chiamata vocale su Whatsapp risponde titubante.