MESTRE (VENEZIA) - «Non siamo preoccupati, questo è un mondo a parte. Salvagno era stato un nostro cliente, sì, ma come ce ne sono tanti. E, da quanto ci risulta, non aveva una relazione con una delle nostre ragazze, niente che andasse oltre l'orario del locale, comunque».
In via Ca' Zorzi, oltre le porte della "sexy discoteca" Cocò, la notizia dell'omicidio di Sergiu Tarna è arrivata frammentata, schegge di informazioni filtrate dalla scontata curiosità per un fatto di cronaca tanto eccezionale, almeno per il Veneziano. L'arresto di Riccardo Salvagno ha seguito lo stesso percorso, e certo la fotografia dell'agente della Locale accusato di aver ucciso il 25enne moldavo è passata di mano in mano, lasciando tutti senza parole. Il dettaglio che chiama in causa il locale di lapdance di Tessera, invece, ha ovviamente attivato un diverso schema di reazione: «Ci è stato detto di non rilasciare alcuna dichiarazione - tagliano corto i titolari - preferiamo non parlare della vicenda».
Non è chiaro se il club abbia già attivato un avvocato o se la raccomandazioni arrivi dalle forze dell'ordine, che di certo hanno già messo nell'elenco delle persone da ascoltare attentamente anche il personale del Cocò: pare infatti che, dietro al delitto, possa esserci un video compromettente con protagonisti il 40enne in divisa e una transessuale, che qualcuno dice essere proprio una delle ballerine impiegate in via Ca' Zorzi.








