Il Consiglio dei ministri ha deciso di indicare domenica 22 e lunedì 23 marzo come date del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. Nella stessa data si voterà anche per elezioni suppletive. Confemata quindi l'indicazione data dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno.

Gli italiani saranno chiamati a confermare o meno la riforma della Giustizia approvata dal Parlamento. Si tratta di una consultazione che, a differenza del referendum abrogativo, non richiede il raggiungimento del quorum per essere valida, sarà sufficiente la maggioranza relativa dei voti espressi.

La data scelta, tuttavia, potrebbe cambiare se la raccolta di firme in corso per un nuovo referendum dovesse raggiungere quota 500mila entro fine gennaio, dando luogo a un intervento della Corte costituzionale.

La riforma, firmata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e approvata integralmente dal Parlamento, interviene sul Titolo IV della Costituzione. La misura introduce una distinzione tra magistratura giudicante e requirente, ovvero tra giudici e pubblici ministeri. Attualmente, pur svolgendo funzioni diverse, giudici e pm seguono lo stesso percorso formativo e possono passare, una sola volta nei primi dieci anni di carriera, da una funzione all’altra. Con la riforma, invece viene prevista a monte una netta distinzione, istituendo due percorsi professionali separati fin dall’ingresso in magistratura.