Le Dietary Guidelines for Americans 2025–2030, pubblicate il 7 gennaio 2026, sono state lanciate con uno slogan semplice, “eat real food” (“traducibile più o meno come mangiate cibo vero”, ndr) e un documento molto più corto del passato. Fin qui, nulla di rivoluzionario: se togliamo la scenografia della nuova piramide, la “dieta ideale” americana assomiglia parecchio a quella che in Europa chiamiamo, senza troppi giri di parole, modello mediterraneo: alimenti poco processati, tante componenti vegetali, cereali integrali, grassi di buona qualità come l’olio d’oliva.

Una gerarchia di buonsenso

Il punto centrale delle nuove linee guida è una gerarchia di buonsenso: proteine, latticini, verdura, frutta, “healthy fats” e cereali integrali, e in parallelo un taglio netto a ciò che è “highly processed”. Sembra nuova perché, negli Stati Uniti, serve dirlo in modo più esplicito: oltre il 70% degli adulti è in sovrappeso o obeso e la quota di disturbi metabolici è altissima.Tradotto: quando una popolazione è più fragile, le raccomandazioni tendono a diventare più “operative” e meno diplomatiche.

Obesità infantile: un’epidemia alimentata dallo zucchero in eccesso

di Simone Valesini