Decine di migliaia di cani vaganti popolano l’altopiano del Ladakh, Iuna regione montana racchiusa tra le catene dell'Himalaya e del Karakorum. Nati dall’espansione umana, dal turismo e dalla cattiva gestione dei rifiuti, oggi rappresentano un rischio sanitario e ambientale crescente. Tra attacchi, malattie e impatti sulla fauna selvatica, la convivenza è diventata una questione urgente.
Un numero difficile da contare, ma un problema evidente
Stabilire cifre precise è complicato, ma alcune stime indicano che circa 25.000 cani vaganti si muovano liberamente in Ladakh. Animali che possono trasmettere diverse malattie, tra cui la rabbia, e che rappresentano una minaccia nota per la salute umana. Nella regione i morsi di cane sono in aumento e non sono mancati attacchi mortali.
Negli ultimi anni, però, l’attenzione dei ricercatori si è spostata anche su un altro fronte. “I cani sembrano avere un impatto travolgente anche sulla fauna selvatica – ha dichiarato al NYTimes Abi Vanak, ecologo dell’Ashoka Trust for Research in Ecology and the Environment di Bangalore – . Cacciano e molestano gli animali selvatici e competono con loro per risorse limitate”.
Già nel 2021 il governo dell’Himachal Pradesh aveva definito la densità di cani ferali una “minaccia imminente” per l’ecosistema. Studi condotti nella Spiti Valley avevano rilevato che il 48% degli attacchi segnalati a fauna selvatica da parte dei cani avveniva dentro o vicino ad aree protette, e che quasi la metà si concludeva con la morte dell’animale colpito.






