Max Cavallari era uno dei Fichi d’India, il duo comico che - gag, scenette e tormentoni- ci ha fatti divertire per 15 anni in tv, al cinema e a teatro. Anzi, Max Cavallari è ancora uno dei due Fichi d’India perché, dopo la morte di Bruno Arena nel 2013, ha deciso di mantenere il nome d’arte (Max dei Fichi d’India) in ricordo dell’amico che non c’è più, ma che lui continua a sentire con sé nella vita di tutti i giorni e ogni volta che si esibisce («Per quattro anni non sono riuscito a salire sul palco da solo»). Max, 62 anni, ora si è ributtato nel grande amore, il teatro, e sta portando in scena “Maneggi per maritare una figlia”, celebre commedia di Gilberto Govi.

Max Cavallari, i capelli all’insù reggono ancora bene.

«Uso il gel al viagra. Il problema è quando vado in piscina o alle terme: poi si afflosciano e la gente non mi riconosce più. Sembro Al Pacino».

Mantenerli così è un modo per restare connesso ai Fichi d’India?

«Sì, Bruno li aveva sparati ai lati e io in alto, come fossero le spine del frutto: eravamo pungenti fuori, ma dolci dentro».