Era il "Maurino", amatissimo protagonista di tante commedie anni Ottanta. Mauro Di Francesco è stato un'icona del cinema italiano, accanto a superstar come Diego Abatantuono. Massimo Boldi, Jerry Calà. Con loro ha diviso giovinezza, set cinematografici e televisivi, serate pazze sul palco del Derby Club (e fuori), gli spalti di San Siro per vedere il Milan. Risate e qualche eccesso. L'attore è morto oggi a 4 anni, e per molti se ne va solo uno dei tanti volti dei "filmetti" leggeri. Ma era molto, molto di più.

Nato a Milano nel 1951, Di Francesco era diventato popolare grazie a film cult come Sapore di Mare, I Ragazzi della 3ª C e Vado a vivere da solo, ma soprattutto era entrato nell'immaginario collettivo. Il giovane con pochi soldi, tante idee e trovate e ancora più sogni e aspirazioni, spesso destinate a naufragare comicamente.

Pochi sanno però che è stato un bimbo prodigio: l'esordio a 5 anni a fianco di Cino Tortorella, il Mago Zurlì. A 15 anni l'ingresso nella compagnia del maestro Giorgio Strehler, un record di cui andava fierissimo: "Sono stato il più giovane allievo di Strehler, nel Gioco dei potenti mi faceva fare il principe di Galles. Tanta gente pensa che ho fatto solo 'filmetti', prima di parlare sciacquatevi la bocca e informatevi", ripeteva. Era cresciuto artisticamente accanto ad altre due leggende dell'umorismo milanese, Enzo Jannacci e Beppe Viola. E già questo, in fondo, basterebbe ad attestarne lo status.