«Il regno dei cieli potrà anche essere fondato sulla giustizia, ma i regni terrestri sono fondati sul petrolio» a dirlo è Jeremy Rifkin, economista, considerato tra i più grandi pensatori sulla scena globale, tra i principali architetti dei piani economici della Ue, ma soprattutto autore dei bestseller sul cambiamento climatico e su una rivoluzione industriale con l’utilizzo di energie alternative, in sintesi un anti petrolio ante litteram. Sul petrolio di citazioni famose ce ne sono tante, specie negli anni ’70 i tempi della «dittatura» dell’oro nero su società e economia, molte sono attribuite a Henry Kissinger, ma quello che più stupisce è che nel 2026 il petrolio sia ancora al centro della scena economica e sociale e si possa sedere a capotavola e comandare.
Sbaglio o avevamo fatto grandi piani di investimenti su energie alternative per sostituire le energie fossili? Per non parlare dei programmi Esg, invece anno 2026 si lotta, si investe e si spende per il petrolio, perché il petrolio gode ancora di prestigio. Non voglio addentrarmi sulla questione venezuelana perché non è di mia competenza, ma c’è un’altra cosa che mi stupisce ed è nella quotazione del petrolio, ogni giorno sento che c’è abbondanza, grande abbondanza di oro nero, eppure il prezzo sul fixing non scende, anzi, sale! Come mai? Nella prima settimana di contrattazioni del 2026 sui mercati a mio avviso sono state altre le notizie importanti, ad esempio il CES di Las Vegas, il tradizionale appuntamento con la fiera della Tecnologia.






