Caricamento player

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la decisione con cui la Corte di appello di Torino aveva deciso che l’imam di Torino Mohamed Shahin dovesse essere liberato. Servirà quindi un nuovo giudizio della Corte di appello sulla questione. Nel frattempo Shahin resterà libero. Le motivazioni della Cassazione, che nella sua decisione ha accolto un ricorso presentato dal ministero dell’Interno, verranno pubblicate solo nelle prossime settimane.

Shahin è l’imam del quartiere torinese di San Salvario, è egiziano e vive in Italia da ventun anni. Era stato arrestato a novembre, dopo che il ministero dell’Interno aveva emesso un decreto di espulsione a suo carico, accusandolo di avere posizioni estremamente radicali per via di alcune frasi sulla strage compiuta dai miliziani di Hamas in Israele il 7 ottobre del 2023.

Era stato portato nel CPR (centro di permanenza per il rimpatrio) di Caltanissetta in attesa di essere espulso, ma la Corte d’appello di Torino aveva disposto la sua liberazione, ritenendo che non ci fossero i presupposti per trattenerlo nel centro.

La Corte d’appello di Torino aveva deciso di rilasciare Shahin per vari motivi: fra le altre cose perché la procura aveva archiviato il 9 ottobre scorso l’indagine sulle frasi che aveva pronunciato, menzionate dal decreto di espulsione, in cui l’imam disse di essere «d’accordo» con quanto successo il 7 ottobre del 2023, e che la strage compiuta dai miliziani di Hamas in Israele, in cui furono uccise circa 1.200 persone e altre 250 furono rapite, «non è una violenza».