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La Casa Bianca valuta seriamente un intervento contro Teheran dopo la repressione delle proteste. E intanto cresce l’allerta in Medio Oriente e in Israele

Donald Trump è sempre più tentato dall'intervenire in Iran, alle prese con una crisi economica che ha scatenato forti proteste sociali nel Paese e la reazione repressiva da parte delle forze del regime. Secondo diversi funzionari Usa a conoscenza della questione consultati dal New York Times, negli ultimi giorni il presidente americano è stato informato sulle nuove opzioni per attacchi militari contro Teheran. L'indiscrezione conferma dunque che, come già affermato ufficialmente dallo stesso tycoon, il capo della Casa Bianca continua a prendere in considerazione l'ipotesi di attaccare le autorità del regime responsabili di usare la violenza contro i manifestanti.

Il bilancio delle due settimane di disordini nella Repubblica Islamica è di una ottantina di morti e di oltre 2600 arresti, riferisce l'ong Human Rights Activists che però precisa che i numeri reali potrebbero essere molto più alti. Ieri in un post sul suo social Truth Trump ha scritto che "l'Iran sta guardando alla Libertà, forse come mai prima d'ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!". Un avvertimento che arriva a 24 ore dal precedente. L'Iran "è in grossi guai", ha detto venerdì ai giornalisti il leader Usa, il quale ha ricordato di aver "dichiarato con forza che se iniziano a uccidere persone come hanno fatto in passato, interverremo". "Li colpiremo dove fa male", ha poi aggiunto minaccioso il presidente americano.