Una toga che avrebbe favorito amici e procurato incarichi alla moglie, radiata dal Csm per indegnità, è stata rimessa in gioco dalla Cassazione. È questo l’esito, raccontato da Il Giornale, del caso che riguarda il magistrato Giuseppe Bersani, 61 anni, già giudice a Piacenza, al centro di una vicenda disciplinare che ora dovrà essere riesaminata.

Secondo quanto ricostruito, Bersani avrebbe assegnato per anni curatele e altri incarichi professionali a un avvocato a lui legato da un rapporto di amicizia, ottenendo in cambio commesse per oltre 300mila euro destinate alla moglie. Nonostante questi fatti, la Suprema Corte ha ritenuto infondato uno dei cinque capi d’accusa, rinviando il procedimento al Consiglio superiore della magistratura per una nuova valutazione della sanzione.

L’indagine era nata a Piacenza, nell’ambito di accertamenti su alcuni commercialisti, quando erano emerse intercettazioni considerate rilevanti. In una di queste Bersani scriveva a Corrado Schiaffonati: "Grazie per l’ottimo menu come sempre principesco". In un’altra, due consulenti commentavano i rapporti tra i due parlando di "fortissimo dubbio Schiaffonati con Bersani, un macigno di 900mila euro di parcella non esiste al mondo".