«La pace va difesa e difendere la pace ha un costo», ama ripetere l’Ad di Leonardo, Roberto Cingolani. E l’industria della difesa sarà il settore che nei prossimi anni attirerà investimenti da parte di tutti i Paesi europei. Già oggi vale 2.300 miliardi di euro nel mondo e circa 16 miliardi in Italia. L’impegno, assunto da tutti i Paesi della Nato, è arrivare a spendere almeno il 3% del Pil nei prossimi due anni. Un’ingente mole di risorse che, inevitabilmente, favorirà la crescita di un settore che, per le sue caratteristiche, attraversa trasversalmente molti ambiti produttivi, dall’aerospazio alla meccanica. E che è fortemente presente anche in Campania.

A fare la parte del leone è sicuramente Leonardo. Nella regione il colosso italiano è attivo nei settori dell’aeronautica, degli elicotteri, dell’elettronica e della cybersecurity con oltre 4.500 dipendenti, pari a circa il 12% della forza lavoro complessivamente impiegata a livello nazionale, ai quali si aggiungono quasi 600 dipendenti campani della partecipata Mbda (Airbus 37,5%, BAE Systems 37,5%, Leonardo 25%). Considerando anche i fornitori (oltre 300 quelli locali, con un’incidenza delle PMI all’88%), l’ecosistema generato dalla filiera del gruppo arriva a contare oltre 16.500 addetti, contribuendo al Pil regionale con più di un miliardo di euro, cioè l’1,1% del totale: «Il risultato migliore per impatto nel Mezzogiorno», fanno notare dal quartier generale del gruppo. «La filiera rappresenta da sola il 38% di tutta l’industria hi-tech della regione».