L’industria italiana della difesa è in crescita: nel 2025 il valore delle autorizzazioni all’export di materiali d’armamento ha raggiunto 9,16 miliardi di euro, in aumento del 19% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma la centralità del comparto militare italiano nello scenario internazionale, tra aumento delle tensioni geopolitiche, rafforzamento della domanda Nato e boom dei servizi ad alta tecnologia collegati alla difesa.
La fotografia emerge dalla Relazione annuale sulle operazioni autorizzate per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento, trasmessa dal Governo al Parlamento e sintetizzata in una nota del Servizio Studi del Senato. Il documento raccoglie le autorizzazioni rilasciate nel 2025 dall’Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali d’armamento del ministero degli Esteri).
L’analisi delinea un mercato molto concentrato. A fronte di 159 operatori autorizzati, le prime 15 aziende esportatrici rappresentano oltre il 90% del valore complessivo delle licenze. Si nota inoltre un cambiamento nella geografia del business: il Medio Oriente è diventato il principale mercato di destinazione e il Kuwait balza al primo posto tra i Paesi acquirenti.






