Con il solenne rito celebrato stamani nella Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, in Porziuncola, si è ufficialmente aperto il centenario del Transito di san Francesco, nel luogo che custodisce la Cappella del Transito, dove il Poverello di Assisi, nell'autunno del 1226, concluse il suo cammino terreno accogliendo Sorella Morte, come lui la chiamava, "nudo sulla nuda terra".

In occasione dell'anno centenario, la Penitenzieria apostolica ha concesso il dono dell'indulgenza plenaria, alle consuete condizioni, ottenibile per tutto il corso dell'anniversario nelle chiese francescane di tutto il mondo, come stabilito dal decreto promulgato stamani nel bollettino della Santa Sede.

L'avvio del centenario in questo luogo altamente simbolico segna l'inizio di un tempo di grazia - spiegano i francescani - per la Chiesa e per il mondo, chiamato a tornare alle sorgenti della testimonianza francescana, là dove la vita di Francesco si è compiuta nella piena conformità a Cristo povero e crocifisso.

Nel saluto iniziale, il custode della Porziuncola, fra Massimo Travascio, ha ricordato come Francesco abbia consegnato alla Chiesa "un'eredità di pace, riconciliazione e canto", auspicando che il centenario non sia "memoria innocua, ma profezia viva".