"Il missile Oreshnik è stato usato di nuovo, questa volta contro la regione di Leopoli. Ancora una volta, deliberatamente vicino ai confini dell'Unione Europea. In termini di utilizzo di missili balistici a medio raggio, questo pone la stessa sfida per tutte: Varsavia, Bucarest, Budapest e anche per molte altre capitali". Sono le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale, che vede al centro l'ultimo pesantissimo attacco russo sull'Ucraina. "Tutti devono vedere la cosa allo stesso modo e con la stessa serietà: se i russi non si prendono nemmeno la briga di trovare una scusa plausibile per usare tali armi, allora nessun legame personale e nessuna retorica proteggeranno nessuno da questo", ha spiegato. "Ciò che serve è un sistema di azione congiunta, un sistema di difesa collettiva, che funzioni davvero", ha aggiunto.
Era stato il ministro degli Esteri di Mosca Serghei Lavrov, il 29 dicembre scorso, a preannunciare una "rappresaglia" per un tentativo di attacco con droni, smentito da Kiev, a una residenza del presidente Vladimir Putin a Valdai. Una rappresaglia che, nella notte tra giovedì e venerdì si è materializzata con il lancio di almeno un missile balistico ipersonico Oreshnik sull'ovest dell'Ucraina, ai confini del territorio Nato. Un'azione che ha quindi l'aria di volere mandare un messaggio simbolico agli alleati occidentali di Zelensky.










