E il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha denunciato che nel raid è stata anche danneggiata l'ambasciata del Qatar, Paese che ha svolto un ruolo chiave nella mediazione per lo scambio di prigionieri di guerra. "L'Oreshnik è stato usato di nuovo, questa volta contro la regione di Leopoli. Ancora una volta, deliberatamente vicino ai confini dell'Unione Europea. In termini di utilizzo di missili balistici a medio raggio, questo pone la stessa sfida per tutte: Varsavia, Bucarest, Budapest e anche per molte altre capitali", ha sintetizzato Zelensky. Dopo che anche il suo ministro degli Esteri Andrii Sybiha aveva evidenziato che "un attacco di questo tipo vicino al confine dell'Ue e della Nato rappresenta una grave minaccia per la sicurezza del continente europeo e una prova per la comunità transatlantica". L'intenso bombardamento e il lancio del missile Oreshnik, in grado di trasportare testate nucleari, sono avvenuti pochi giorni dopo che l'Ucraina e i suoi alleati avevano segnalato importanti progressi verso un'intesa sulle garanzie di sicurezza da applicare nel caso del raggiungimento di un accordo di pace. E il tutto è giunto in un momento di nuovo raffreddamento delle relazioni fra Mosca e Washington, in relazione agli sviluppi in Venezuela e al sequestro da parte degli Stati Uniti di una petroliera russa nel Nord Atlantico.