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Il governatore Walz, ras dell'accoglienza coinvolto nello scandalo dei fondi spariti
Un feudo anti-trumpiano guidato dal governatore Tim Walz, già candidato alla vice presidenza con Kamala Harris, trasformato grazie alle decennali politiche di accoglienza dal partito Democratico in una "piccola Somalia" con oltre un milione e 100mila residenti originari di Mogadiscio e dintorni. Ma anche un avamposto di sprechi e ruberie dove la mancanza di controlli ha permesso a presunte associazioni per l'assistenza a minori e migranti di far sparire centinaia di milioni (qualcuno dice miliardi) di dollari destinati ad accoglienza e integrazione. Con il sospetto che alcuni di quei milioni siano arrivati in Somalia e siano serviti a finanziare i terroristi qaedisti di Al Shabaab.
Insomma il Minnesota di Tim Walz presentato - dopo l'uccisione di Nicole Good per mano di un agente dell'Ice (Immigration and Customs Enforcement - l'agenzia federale per i controlli sui migranti) come un paradiso dell'inclusione ricorda - più banalmente - l'ennesima icona di quel business della falsa accoglienza tanto caro anche alla nostra sinistra dem. Certo in questa farsa buonista l'unica a non avere troppe colpe è la povera signora Good, crivellata di colpi da un agente investito e ferito mesi prima da un altro automobilista in fuga. Ma il comportamento di quell'agente ha poco a che fare con le politiche di Trump. Eccessi e violenze da parte delle forze dell'ordine si sono registrati con drammatica e ricorrente frequenza anche durante i mandati di Barack Obama e Joe Biden. E visto che la vittima è una donna bianca, l'uccisione non può neanche venir addebitata dell'odio razziale come successe, sempre a Minneapolis, nel 2020 quando l'uccisione di George Floyd per mano di un agente innescò violente proteste contro la prima presidenza Trump.








