Un uno-due spiazzante, nel pieno stile del presidente Usa. In una serie di post sul suo social media Truth, Donald Trump ha chiesto un aumento di 500 miliardi di dollari della spesa annuale per la difesa, ma allo stesso tempo ha minacciato di lasciare fuori dalla partita le principali aziende appaltatrici del comparto che lavorano con il governo. Il tycoon è entrato a gamba tesa, come suo stile, lanciando un messaggio chiaro: queste aziende, ha chiarito, devono porre fine al riacquisto di azioni proprie, smettere di distribuire dividendi e limitare la retribuzione dei dirigenti a 5 milioni di dollari all’anno fino a quando non investiranno di più in fabbriche e ricerca per accelerare lo sviluppo.

Gli Stati Uniti

Quella di aumentare il budget per la difesa è un’idea fissa di Trump, che dalla sua elezione a fine 2024 ha esercitato una vera e propria pressione sugli alleati della Nato affinché la smettessero di appoggiarsi sulle spalle degli Stati Uniti e mettessero mano al portafoglio. Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Alleanza atlantica che si è svolto all’Aia a giugno è stato un momento di svolta: ha sancito l’impegno degli Alleati a investire il 5% del Pil annuo in spese relative alla difesa e alla sicurezza entro il 2035.