Forse pensava di averle viste e sentite tutte come medico legale della polizia brasiliana, invece questo signore in vacanza a Roma con moglie e due figli minorenni se ne ripartirà con un pessimo ricordo: essere stato accerchiato nel campo nomadi di Castel Romano. Lì ci era finito nel tentativo di recuperare i suoi bagagli rubati. Accade infatti che la famiglia decida di chiudere il soggiorno romano con una visita alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, nel cui piazzale antistante parcheggia l’auto presa a noleggio con dentro i bagagli ormai pronti per andare in aeroporto. Insomma, la coppia aveva lasciato tutto in macchina, compresi i portafogli con i documenti anche dei figli.
«I risultati per me non sono sufficienti, questo è l’anno in cui si cambia marcia. Però la magistratura vanifica molti provvedimenti». Verissimo, infatti la riforma Nordio è solo un primo passo. Ecco qualche suggerimento.
Massimo Basile, lo zio di Aurora Livoli, la giovane di Latina abusata e uccisa in un vialetto alla periferia di Milano, non ha dubbi. Da avvocato con esperienza quarantennale ha commentato l’arresto dell’assassino della nipote, un peruviano già condannato per violenza che non avrebbe dovuto trovarsi in Italia, con parole chiare. «Se ci fossero stati certezza della pena e certezza sui provvedimenti di espulsione, sicuramente ci saremmo risparmiati questo strazio e questo dolore».







