Il gip del tribunale di Brescia ha convalidato il fermo di Brescia Marin Jelenic, il croato di 36 anni, accusato dell'omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato il 5 gennaio. L'uomo dunque resta in carcere. Stamattina Jelenic – indagato per omicidio aggravato dai futili motivi – si era avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell'interrogatorio di convalida. "Si riserverà di parlare con il magistrato titolare dell'inchiesta a Bologna", ha spiegato il difensore Luisella Savoldi.
L'uomo era stato fermato la sera dell'Epifania alla stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, nel Bresciano, dove era arrivato in pullman dopo aver passato la notte precedente nella sala d'attesa dell'ospedale Niguarda di Milano. "Si riserverà di parlare con il magistrato titolare dell'inchiesta a Bologna" ha spiegato il difensore Luisella Savoldi.
L’omicidio del capotreno è avvenuto in circa tre secondi: questo il tempo trascorso tra la fuoriuscita e il rientro dell'indagato nel raggio di azione della telecamera che lo ha ripreso nella stradina che collega il piazzale Ovest al parcheggio della stazione di Bologna, dove avrebbe seguito e poi accoltellato a morte Ambrosio.
La circostanza, ricostruita dalle indagini della squadra mobile bolognese e della Procura, è stata sottolineata dalla Gip di Brescia Valeria Rey, che ha disposto il carcere per l'indagato. Dai video, che pur non hanno ripreso l'accoltellamento, perché in un punto cieco delle telecamere, emerge come l'unica persona vicina alla vittima al momento della morte era Jelenic.













