Continua a dirsi innocente, giura di non aver ucciso la moglie e la suocera. I due figli, che hanno perso madre e nonna, sono dalla sua parte, i suoi fratelli pure. Ma alla fine del processo d'appello il risultato non cambia: ergastolo.
Anche per i giudici di secondo grado Giampaolo Amato, 66 anni, ex medico della Virtus e noto oftalmologo bolognese, è stato ritenuto responsabile di due omicidi, commessi con un mix di farmaci, Sevloflurano e Midazolam. Il primo, per l'accusa una sorta di prova generale, quello di Giulia Tateo, trovata morta il 9 ottobre 2021, a 87 anni. Poi, nella notte tra il 30 e il 31 ottobre, l'assassinio, presunto, della moglie Isabella Linsalata, ginecologa di 62 anni.
Da aprile 2023 Amato è in carcere, dopo l'arresto dei carabinieri. Il movente? Le due morti erano condizione indispensabile, secondo l'accusa e la Corte di primo grado, per continuare la relazione extraconiugale che Amato portava avanti da anni con una donna più giovane ed entrare in possesso delle proprietà di Linsalata.
La prima ad avere sospetti era stata la sorella della moglie, Anna Maria Linsalata. Che per tre anni ha conservato una bottiglia, dove c'erano ancora tracce delle stesse benzodiazepine trovate poi nel corpo della vittima. A sostegno della memoria di Isabella, anche due amiche, che ne avevano accolto le confidenze, quando lei aveva il sospetto che il marito le stesse somministrando sostanze tossiche. Anna Maria, al termine dell'udienza, ha commentato: "Sono state dette cose inaccettabili. Mia sorella non era drogata. Per me era importante la verità e sono soddisfatta. È stata durissima. Sono contenta e mia sorella mi ha accompagnato in questo percorso".








