Teheran, 9 gen. (askanews) – I manifestanti marciano in tutto l’Iran con grandi folle nella capitale Teheran. Almeno 45 di loro sono stati uccisi nei primi 12 giorni di proteste nazionali in corso, secondo l’ONG iraniana per i diritti umani (IHR) con sede in Norvegia.
L’accesso a Internet e i movimenti di protesta in Iran hanno tutti subito una significativa repressione. In serata il Paese è stato colpito da un blackout totale del web, mentre le proteste sulle condizioni economiche si diffondevano in tutto il Paese, aumentando la pressione sulla leadership del Paese.
Sebbene non sia chiaro cosa abbia causato l’interruzione di Internet, come riportato per primo da NetBlocks, ente di monitoraggio della libertà di Internet, le autorità iraniane hanno già bloccato Internet in risposta alle proteste in passato.
I media ufficiali iraniani hanno rotto il silenzio sulle manifestazioni che hanno attraversato il Paese durante la notte, sostenendo che “agenti terroristici” di Stati Uniti e Israele abbiano appiccato incendi e innescato violenze.
Intanto Donald Trump ha lanciato un avvertimento diretto a Teheran, minacciando gravi conseguenze se le autorità iraniane continueranno a uccidere i manifestanti per le strade. Intanto nuovi rapporti di intelligence suggeriscono che la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, potrebbe già preparare un drammatico piano di fuga: “fa le valigie per la Russia”.











