È morto ieri sera Gianpaolo Donzelli. Aveva 79 anni ed è stato uno dei grandi nomi della sanità e della medicina toscana. La sua parabola professionale è stata unica, perché lo ha portato ad esercitare a lungo la professione di neonatologo e pediatra al Meyer, di professore universitario, ma anche, con il passare degli anni, a diventare bioeticista, filosofo e in generale intellettuale che si interrogava sul senso della cura, sui suoi limiti, sul valore della vita e dell’assistenza a chi soffre. E tra le varie forme di espressione ha usato anche la poesia. Ha scritto centinaia di articoli scientifici e libri più divulgativi. Aveva una mente inquieta e sempre pronta al confronto, alla discussione, allo stimolo del dibattito, nel quale faceva pesare le sue convinzioni ponderate, nate da lunghe riflessioni. Per anni ha scritto commenti e interventi per Repubblica Firenze.
La passione per il Meyer
Donzelli era nato a Rovigo nel 1947 ed era un grande appassionato di rugby. Si era laureato a Bologna e specializzato, in clinica pediatrica, a Firenze. Ha lavorato in Tanzania, ha fatto ricerca per il Cnr. Negli anni ha coordinato il Centro malattie pediatriche della Regione Toscana, è stato membro del Comitato nazionale di bioetica e di tante società scientifiche italiane e internazionali. Ha presieduto, tra l’altro, quella di Medicina perinatale. Aveva diretto la terapia intensiva neonatale del Meyer per poi allontanarsi lentamente dall’attività clinica, pur continuando a fare ricerca come universitario e didattica. Nel 2000 aveva seguito la nascita della Fondazione del Meyer, pensata per supportare l’ospedale pediatrico, e nel 2015 era diventato presidente, incarico al quale teneva moltissimo e per il quale si era speso con il massimo delle energie. Negli ultimi anni era un membro del consiglio di amministrazione. Intanto continuava a scrivere, a pensare, ad avere idee. Negli ultimi anni aveva scritto libri per la Nave di Teseo, dove curava una collana “La cura”. Tra gli altri titoli “Esperienza della malattia e spiritualità”, “Medicina inedita, uno sguardo su salute e malattia” con Pietro Spadafora, e l’ultimo “Sotto il faro. Tendere l’orecchio e il cuore” del 2024.






