VENEZIA - Anastasia Burghelea, la mamma del 25enne Sergiu Tarna, ucciso la notte tra il 30 e il 31 dicembre, non si dà pace. Nel rispondere al telefono cerca di non farsi sovrastare dal dolore, di contenere i singhiozzi che le rompono la voce, senza però riuscirci. Ha appena saputo che Riccardo Salvagno, un agente di polizia locale amico di suo figlio, è stato arrestato proprio con l'accusa di aver messo fine alla vita del suo Sergiu con un colpo di pistola.

L'assassino di suo figlio, o almeno uno di quelli che hanno concorso a togliergli la vita, è stato arrestato. La solleva sapere che non è più a piede a libero?

«No, non mi sento sollevata. Giustizia deve ancora essere fatta. Fino al momento in cui non si scoprirà ogni cosa di questa vicenda io non potrò dire di sentirmi sollevata e non potrò dire nemmeno che giustizia è stata fatta».

Il movente ipotizzato inizialmente, la possibilità che Sergiu sia stato ucciso per motivi legati alla droga, non è ancora del tutto accertato. Lei crede sia una pista sbagliata?

«Sono state dette tante cose, troppe, e che in molti casi non avevano fondamento. Soprattutto sono state dette troppe cose negative, brutte, su mio figlio. Io so bene che persona era. Lo so meglio di chiunque altro, perché sono sua madre. Posso dire con certezza che Sergiu non era la persona che è stata dipinta».