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8 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:45

“È uno schiaffo alla giustizia”. Era il 17 febbraio del 2013 e Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, commentava così la decisione della Cassazione di fissare in 541,2 milioni il risarcimento a Carlo De Benedetti per quella che era stata chiamata la “guerra di Segrate”: per cui l’avvocato Cesare Previti, per conto di Silvio Berlusconi Cavaliere, pagò tangenti ai giudici di Roma per vincere la causa Lodo Mondadori. Oggi emerge che la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha respinto sui punti centrali i ricorsi presentati da Silvio Berlusconi e da Fininvest contro lo Stato italiano in relazione alla lunga e complessa vicenda giudiziaria. Nella sentenza, depositata l’8 gennaio e destinata a diventare definitiva entro tre mesi salvo rinvio alla Grande Camera, i giudici europei hanno stabilito che la giustizia italiana non ha violato né il diritto a un equo processo, né quello alla presunzione d’innocenza dell’ex presidente del Consiglio, né il diritto alla proprietà privata dell’azienda del gruppo Berlusconi.

Nel monumentale verdetto della Suprema corte civile (185 pagine) si leggeva tra le altre cose che “la valutazione complessiva degli elementi ed argomenti di prova, condotta ai soli fini civilistici, di ricondurre alla società Fininvest la responsabilità del fatto corruttivo imputabile anche al dott. Berlusconi risulta correttamente motivata”. La Cassazione sottolineava anche che la vicenda penale del Lodo Mondadori si è ormai “irrevocabilmente” conclusa per Berlusconi, prosciolto per prescrizione . Corretta, sempre ad avviso della Cassazione, anche la “conclusione in diritto” cui è arrivata la Corte d’appello, alla luce della quale “l’avvocato Previti doveva ritenersi organicamente inserito nella struttura aziendale della Fininvest e non occasionalmente investito di incarichi legali conseguenti alle incombenze demandategli”.